Manifestazione antifascista: si deve scegliere da che parte stare

  • Posted on: 11 September 2019
  • By: Anonimo (non verificato)

Il Sindaco di Rijeka, Vojko Obersnel, nella sua lettera contro le celebrazioni dell’occupazione della città di Fiume, ha scritto che “le iniziative che festeggiano l’occupazione delle terre degli altri, sono in opposizione con la politica europea, che, come una delle proprie basi, ha l’antifascismo”.
Esistono date profondamente divisive, in antitesi tra di loro, opposte, incompatibili
Stare con il 12 settembre del 1919 significa stare con il fascismo prima del fascismo, con l’occupazione di Fiume mossa dal nazionalista D’Annunzio, “il duce divino” come si faceva chiamare. Uno che voleva fare la marcia su Roma prima di Mussolini e che introdusse gran parte della simbologia e del razzismo che verrà assorbito dal fascismo che si porrà in assoluta continuità con la marcia fiumana. Chi sostiene il contrario rischia di essere vittima della propaganda fascista del terzo millennio, che ha tutto l’interesse di sdoganare D’Annunzio e l’orripilante esperienza fiumana, per salvaguardare un simbolo del nazionalismo italiano sacro al fascismo. Il dannunzianesimo è l’antitesi dello spirito che ha portato alla formazione della nostra Costituzione.
Si può stare con l’antislavismo, con i processi di italianizzazione forzata introdotti a Fiume contro i croati reputati “razza inferiore”, con il nazionalismo reazionario, con il suo essere eversore, con l’olio di ricino e le camicie nere di Fiume.
Oppure si può stare con la Resistenza, che ha le date simboliche del 25 aprile e 8 settembre.
Si deve scegliere da che parte della storia stare
Non si possono accettare promiscuità, o condivisioni di eventi così distinti e distanti, come se fossero tra di loro compatibili, condivisibili, in comune.
Dopo la marcia su Fiume il prossimo passo sarà riabilitare quella su Roma?
Noi stiamo dalla parte della Resistenza e saremo alla manifestazione indetta dall’ANPI
Celebrare la marcia di occupazione di Fiume e D’Annunzio significa gettare fango sulla storia dei luoghi in cui viviamo, sulla storia di Ronchi, che in modo nefasto si vede ancora oggi imposto quel nominativo dei legionari, voluto dal fascismo nel 1925 per omaggiare l’occupazione di una città straniera per annetterla all’Italia. A D’Annunzio a Ronchi venne anche conferita la cittadinanza onoraria e dedicata una via. In quella stessa via la targa sulla casa dove dormì venne apposta dal capo del fascismo triestino Giunta solo due mesi dopo l’assalto del Narodni dom di Trieste perché nessuno di Ronchi volle apporla.
Mai dalla parte dei legionari! Ronchi non è dei Legionari, non lo è mai stata e mai lo sarà!
Noi diciamo Viva Ronchi, viva i Partigiani, Viva la Resistenza!
RONCHI DEI PARTIGIANI – MONFALCONE METICCIA
Federazione PRC-S.E. Gorizia