Manovra, Prc: «No ai diktat della Commissione Europea. Inaccettabile prosecuzione austerity»

  • Posted on: 21 November 2018
  • By: Anonimo (non verificato)

«Non siamo sostenitori di questo governo ma riteniamo inaccettabile l’attacco della Commissione Europea – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -. E’ giusto non rispettare diktat che hanno impoverito il nostro paese aumentando poverà, disoccupazione e contemporaneamente il nostro debito pubblico.
Siamo stati gli unici a scendere in piazza contro il Fiscal Compact e non diventeremo oggi sostenitori di una politica di austerity che abbiamo sempre condannato.
Tutte le forze politiche di centrodestra e centrosinistra che votarono il Fiscal Compact, l’introduzione del pareggio di bilancio e prima ancora i trattati europei sono corresponsabili della situazione in cui si trova il paese.
Va contro gli interessi del nostro paese chi si schiera oggi, per miope calcolo politico, come il PD e Forza Italia, dalla parte di Bruxelles e di una Commissione che passerà alla storia per essere guidata da un presidente che ha creato un paradiso fiscale e per aver strangolato la Grecia.
Perseverare è diabolico.
Chi tifa per spread e procedura d’infrazione ricorda chi in secoli lontani confidava nell’intervento di sovrani stranieri per regolare i conti con i propri avversari.
Questa manovra non ci piace, non condividiamo politiche fiscali, i condoni, l’assenza di una patrimoniale, la maniera in cui viene concepito il reddito di cittadinanza, la mancata abolizione della legge Fornero, l’assenza di un piano per il lavoro.
Ma riteniamo vergognoso che, dopo aver gonfiato di soldi banche, finanza e imprese si attacchi come uno spreco di denaro pubblico un qualche stanziamento per l’abbassamento dell’età pensionabile e per le fasce povere della popolazione.
Siamo nemici di Salvini ma non scambiamo Juncker e Moscovici per difensori della democrazia e dei diritti umani, e continuiamo a rivendicare la modifica di regole e trattati europei per renderli conciliabili con gli obiettivi programmatici della nostra Costituzione».
21 novembre 2018