Maledetto Uranio Impoverito

  • Posted on: 21 June 2020
  • By: Anonimo (non verificato)

Il generale Roberto Vannacci, già comandante del contingente italiano a Baghdad, si è rifiutato di fare parte di quella catena omertosa che da decenni coinvolge gli alti vertici militari e i ministri della Difesa intorno alla questione dell’impiego di munizionamento all’uranio impoverito da parte della Nato.
Vannacci, depositando regolare denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura militare, ha riferito di “gravi e ripetute omissioni nella tutela della salute e della sicurezza del contingente militare italiano” e di soldati sottoposti “all’esposizione all’uranio impoverito senza che alcuna informazione fosse fornita al riguardo e senza che alcuna mitigazione dei rischi fosse attuata”. Prima di rivolgersi alla giustizia civile e militare il generale aveva inutilmente riferito all’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli.
Oggi il ministro della Difesa Guerini ha qualcosa da dire o farà anche lui orecchie da mercante come tutti quelli che lo hanno preceduto? Secondo l’Osservatorio Militare, che ha inutilmente chiesto udienza al ministro, l’esposizione all’uranio impoverito in teatri di guerra ha già provocato la morte di 372 militari italiani e ne ha fatti ammalare di tumore altri 7.693.
E questa è soltanto la punta dell’iceberg perché la strage silenziosa per uranio impoverito continua a colpire intere popolazioni come quella serba bombardata dalla Nato nel 1999.
Rifondazione Comunista si oppose a quella guerra così come a tutte quelle che la seguirono e all’impiego criminale di munizionamento all’uranio impoverito da parte della Nato.
Da trent’anni in Italia la politica estera e della difesa è governata da un partito trasversale che procede col pilota automatico: servire fedelmente la Nato e garantire i fatturati dell’industria bellica nazionale.
Questo è il risultato del Nuovo modello di Difesa, un modello che ha voluto trasformare i soldati in volontari per poterli mandare all’estero, senza dichiarare la guerra, a servire non la “patria” ma interessi molto particolari.
Trent’anni di “professionismo bellico” possono bastare. Il Nuovo modello di Difesa va abbandonato.
Dimissioni immediate dei vertici militari che hanno responsabilità dirette nelle omissioni denunciate dal generale Vannacci.
Si riconoscano le cause di servizio alle famiglie dei soldati deceduti e agli oltre settemila ammalati.
Si ritirino i soldati dalle missioni di occupazione all’estero e si impieghino nella sola difesa dell’integrità territoriale e a supporto della Protezione civile.