A Pisa un nuovo caso Lodi

  • Posted on: 20 December 2018
  • By: Anonimo (non verificato)

A Pisa un nuovo caso Lodi. Pesanti profili discriminatori nel Documento Unico di Programmazione.
 
“Dall’analisi del documento emergono profili discriminatori sia nella parte di indirizzo, sugli Obiettivi Strategici, che nella Sezione dei programmi”. E’ questo il giudizio senza appello contenuto nel parere redatto dall’Altro diritto ONLUS – Centro di informazione giuridica di secondo livello sul diritto degli stranieri, la tutela antidiscriminatoria per ANCI e Regione Toscana in collaborazione con il Centro interuniversitario L’Altro diritto – Adir dell’Università degli Studi di Firenze – in risposta ad un quesito formulato dal nostro gruppo consiliare in merito a quanto contenuto nel Documento Unico di Programmazione – documento indispensabile per il via libera al bilancio preventivo 2019 – approvato dalla giunta comunale e che arriverà al voto in Consiglio comunale in questo fine settimana.
Infatti il Documento unico di programmazione nella Sezione degli Obiettivi Strategici relativamente agli interventi di carattere sociale, alle politiche abitative e alle misure per i Nidi e sostegno prima infanzia “fornisce – si legge nel parere – l’esplicita indicazione all’amministrazione di regolamentare ed emettere bandi che favoriscano i cittadini italiani, garantendogli un accesso prioritario in materia di prestazioni di sicurezza sociale”.
Si legge, ancora, nel documento di Altro diritto ONLUS: “Si ricorda preliminarmente che nel caso in cui una disposizione di qualunque rango (nazionale, regionale, locale) si ponga in contrasto con una norma europea direttamente applicabile, come è il caso della normativa europea sulla tutela antidiscriminatoria, sussiste un obbligo, anche della amministrazione, di disapplicazione della normativa interna non conforme”.
A ciò si aggiunge che “l’accesso ai diritti sociali essenziali, per espressa previsione nazionale e europea, deve essere garantito a tutti i cittadini stranieri in condizioni di parità rispetto al cittadino italiano e indipendentemente dalla tipologia di permesso”.
Sulla base di queste chiare affermazioni appare evidente che il documento proposto non è in alcun modo votabile.
La giunta Conti non si ferma qui ma prova anche a ricalcare il “modello Lodi”, introducendo per l’accesso alle assegnazioni e prestazioni in tema di diritto alla casa ”l’obbligo di produzione, da parte dei cittadini extracomunitari, di un certificato scritto, ottenibile mediante ambasciate e consolati, che certifichi i possedimenti immobiliari nella nazione di origine per poter accedere all’assegnazione degli alloggi popolari e alle prestazioni sociali agevolate in tema di diritto alla casa (servizi relativi al patrimonio di edilizia popolare residenziale, regolamento dell’emergenza abitativa, bando contributo affitti, regolamento)”.
A tal proposito, come sancito per di più dalla recente sentenza del Tribunale di Milano proprio sul caso Lodi, Altro Diritto scrive che “tale previsione rappresenta un’ipotesi di discriminazione diretta fondata sulla nazionalità, vietata sia dal diritto dell’Unione Europea di fonte primaria e derivata, che dal diritto interno”.
Siamo di fronte, quindi, ad una conclamata politica discriminatoria messa nero su bianco dalla giunta leghista pisana. E’ dovere dell’amministrazione comunale, quindi, in tutte le sue articolazioni sia politiche che tecniche, ritirare la delibera e modificarla radicalmente perché possa essere portato in discussione e in votazione in aula, in quanto siamo di fronte ad un documento che, una volta approvato, violerebbe ripetutamente normative nazionali ed europee.
Quanto avvenuto negli scorsi giorni a Lodi costituisce un precedente importantissimo che anche a Pisa vogliamo che venga ribadito con forza nella aula consiliare.
Siamo, però, sin d’ora pronti ad intraprendere tutte le azioni legali necessarie contro l’amministrazione comunale qualora la delibera venga portata in aula così come è.
Non è concepibile che l’intero apparato amministrativo di una città, sia politico che tecnico, possa ignorare l’illegittimità dei propri atti, esponendo il Comune di Pisa a gravosi danni.
Le politiche discriminatorie della giunta Conti a Pisa non passeranno.
Diritti in comune (Una città in comune, Rifondazione Comunista, Pisa Possibile)

Qui PDF del parere redatto da Altro diritto ONLUS – Centro di informazione giuridica di secondo livello sul diritto degli stranieri, la tutela antidiscriminatoria per ANCI e Regione Toscana in collaborazione con il Centro interuniversitario L’Altro diritto – Adir dell’Università degli Studi di Firenze, a cui si fa riferimento nel comunicato:

Parere DUP2019_Pisa